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lunedì, 30 luglio 2007

Altri lucchetti Kryptonite aperti...


kryptonitelockPer Kryptonite la storia si ripete: un altro filmato in cui una delle catene-antifurto per biciclette prodotte dalla casa viene aperta e un gran passaparola nella blogosfera.

Lo scorso 10 luglio è andato in onda, sulla ITV, "Gone in 60 seconds: The Bike Crime Wave", un documentario sul problema dei numerosi furti di biciclette a Londra. Nel filmato viene mostrato come i ladri riescano facilmente ad aprire le varie catene, tra cui anche quelli Kryptonite, e in che modo la polizia sta affrontando il problema.

Ovviamente a casa Kryptonite non sono stati molto contenti nè di vedere manomessi i loro prodotti in tv, nè delle varie discussioni scaturite nella blogosfera...soprattutto per ciò che era accaduto nel 2004.
Ma non hanno commesso lo stesso errore di tacere sulla questione e non far nulla. Donna Tocci, una degli autori del Corporate Blog, ha scritto un post molto lungo e convincente per replicare a quanto mostrato nel documentario. Innanzitutto viene fatto notare che tra le diverse marche di lucchetti e catene per biciclette protagoniste del filmato, manchi proprio una delle più grandi concorrenti della Kryptonite.
Inoltre, la tronchese utilizzata non è poi così comune: è lunga 42 inch (se il convertitore non dice bugie equivale ad 1 metro!) e costerebbe la modica cifra di 430-530 € circa. Neanche io riesco ad immaginare un ladruncolo di biciclette che se ne va tranquillamente in giro per Londra con una cosa talmente grande e costosa...

Al di là del fatto che il documentario sia stato prodotto o meno da un concorrente, è evidente come Kryptonite abbia appreso dai propri sbagli passati, facendo molta più attenzione alla comunicazione con i clienti...soprattutto per rassicurarli che i loro prodotti sono più sicuri di quello che potrebbe sembrare!


postato da: BrandBlog alle ore 17:02 | link | commenti (6)
categorie: azienda, blogosfera, corporate blog
giovedì, 26 luglio 2007

Nike, Drop Michael Vick!


petanikeDopo la storia di Pazzolivo, nella blogosfera si parla ancora di Nike. Ma questa volta non per una stravagante campagna pubblicitaria.

Michael Vick, stella del football americano, nonchè testimonial della Nike, ha recentemente avuto problemi con la legge per aver organizzato combattimenti illegali di cani.
L'azienda ha subito sospeso la produzione del nuovo modello di scarpe da football che avrebbero dovuto chiamarsi proprio con il nome del giocatore, Air Zoom Vick V. Ma, a quanto pare, sarebbero ancora in vendita altri modelli di scarpe firmate Vick, con ovvie ricadute sulla reputazione della casa produttrice.

Infatti, sono molti i blogger indignati che protestano contro la Nike, accusandola di vendere e pubblicizzare prodotti in qualche modo connessi all'abuso di animali.
Per convincere l'azienda a chiudere ogni tipo di rapporto con Michael Vick è stata organizzata una protesta tramite e-mail.
Il sig. Parker, presidente della Nike, dovrà prendere una decisione in tempi brevi...anche perchè verrà sicuramente sommerto da moltissime e-mail.
Del resto la blogosfera è da sempre molto suscettibile alle questioni delicate...giustamente anche a quelle riguardanti il maltrattamento degli animali!

(via:CNBC)

Aggiornamento 28-07-07: Protesta riuscita!
L'azienda ha dichiarato:
"Nike has suspended Michael Vick's contract without pay, and will not sell any more Michael Vick product at Nike-owned retail at this time."

postato da: BrandBlog alle ore 23:16 | link | commenti (5)
categorie: blogosfera, consumatori, nike, passaparola
mercoledì, 25 luglio 2007

Desmoblog continua o no?


Non sono una gran fan del motociclismo, però ogni tanto vado volentieri a visitare Desmoblog, perchè penso che sia uno dei più importanti corporate blog italiani.

Dopo la successione di Del Torchio a Minoli nella gestione del blog dell'azienda, quel che maggiormente mi interessava era capire se, e come, la comunicazione sarebbe cambiata.

In effetti qualcosa è cambiato. Innanzitutto CHI scrive.
Mentre prima era Minoli a scrivere, ora i post vengono firmati "by Ducati".
Non so, secondo me già qualcosa viene meno.
Il fatto che Del Torchio abbia avuto la carica di amministratore delegato non comporta necessariamente che debba essere lui a gestire il blog. Quindi l'idea di una Redazione di Desmoblog può essere una buona soluzione.
Secondo me però manca qualcosa...un nome e cognome di chi sta scrivendo, in modo da avere la sensazione di conversare con qualcuno in carne ed ossa e non con la marca Ducati!
E' comunque una mia impressione, magari per i ducatisti non cambia nulla!

Un'altra cosa che ho notato è che il blog non viene aggiornato ormai dal 30 giugno.
Redazione Desmoblog, non stiamo trascurando un pò troppo il blog e soprattutto i lettori?

Dunque mi chiedo: Desmoblog continua o no?
Secondo me (per ora) no. Con la nuova gestione del blog, non è più il vecchio Desmoblog, ma qualcosa di nuovo, dai tratti ancora poco chiari.
Speriamo bene che nel futuro le cose migliorino, perchè sarebbe proprio un gran peccato!

postato da: BrandBlog alle ore 10:33 | link | commenti (5)
categorie: corporate blog
giovedì, 19 luglio 2007

Mhorea ti premia


In una blogosfera piena di corporate blog chiusi ai commenti dei propri lettori, ecco finalmente un'azienda che dimostra di non aver paura: Mhorea.
Questa azienda è, infatti, riuscita a trovare un modo divertente per iniziare a dialogare anche con le lettrici più timide, restie nel lasciare commenti.

Mhorea ti premia è un concorso a cui tutte le lettrici del corporate blog possono partecipare, semplicemente lasciando dei commenti.
Ogni due settimane, fino al 30 settembre, verrà scelta una fortunata vincitrice di un bikini della collezione basica mhorea.
(Ulteriori informazioni sul concorso sono disponibili qui.)

Veramente una bella iniziativa, per di più ideata da un'azienda che ha aperto il blog da solamente due mesi!


postato da: BrandBlog alle ore 02:00 | link | commenti (8)
categorie: blogosfera, consumatori, corporate blog
martedì, 17 luglio 2007

Corporate Blog anche per Sony


Dopo la "geniale" trovata natalizia del fake blog di PSP, lo scorso mese Sony ha deciso di aprire un (vero) blog dedicato alla PlayStation.
E sembra proprio che sia stato un successo, perchè proprio ieri è nato anche un corporate blog della Sony Electronics.
Rick Clancy, portavoce di Sony Electronics negli Stati Uniti, scrive:
"I realize that this blog may not please everyone, but the world of Sony sure does have a lot to offer." "I hope to bring you some insights and prospectives on innovative products, new technologies, industry issues, major events, consumer topics, b2b initiatives, marketing campaigns, retail strategies, customer service, environmental efforts, and more...much more. I will also use this site to clarify misperceptions, debate certain hot topics, address iusses in the press, announce major service alerts, talk about key trends and comment on timely news events."
Spiega, inoltre, che i commenti saranno moderati. Meglio di niente, almeno c'è un minimo di dialogo con i lettori! Magari con il passare del tempo potrebbero decidere di osare del tutto...

A quanto pare il detto "sbagliando si impara" è vero anche per la Sony!
 

postato da: BrandBlog alle ore 23:43 | link | commenti (3)
categorie: blog, azienda, corporate blog
sabato, 14 luglio 2007

Il fake blogging di J. Mackey (alias Rahodeb)


A quanto pare anche John P. Mackey, CEO della Whole Foods Market, ha ceduto alla tentazione del fake blogging.
Per ben 7 anni, utilizzando lo peudonimo Rahodeb, Mackey avrebbe scritto qualcosa come più di 1100 commenti nelle bacheche di Yahoo! Finanza, parlando in maniera positiva della propria azienda e screditando gravemente la concorrente Wild Oats Markets.
Ma la vicenda non si limita "solamente" a questo, poichè a febbraio la Wild Oads Markets viene rilevata proprio dalla Wole Foods Market.
Le accuse rivolte a Mackey vanno ben oltre l'eticità o meno del suo comportamento, avendo implicazioni anche di carattere legale. La Federal trade commission lo ha infatti denunciato per turbativa di mercato, per aver agito scorrettamente prima di fare un'afferta di acquisto alla concorrente.

Mackey risponde: "I posted on Yahoo! under a pseudonym because I had fun doing it, I never intended any of those posting to be indentified with me"... penso che ad una risposta del genere non ci sia nulla da aggiungere, si commenta benissimo da sola!

Gli esempi di grandi aziende che cedono erroneamente alla tentazione del fake blogging non mancano di certo, ma sembra che ci sia ancora qualche inarrendevole quanto incauto testardo.
Mi unisco alla domanda di Alessandro: Ma quando impareranno?!


(via The New York Times, VisionPost)

postato da: BrandBlog alle ore 10:39 | link | commenti (6)
categorie: azienda, blogosfera, fake blogging
mercoledì, 11 luglio 2007

Quando il cliente aveva sempre ragione...


Negli ultimi giorni, per via degli esami, ho poco tempo da dedicare al girovagare nella blogosfera per vedere ciò di cui si parla maggiormente. Oggi pomeriggio, al ritorno dall'ennesimo esame, sono finalmente riuscita a concedermi qualche oretta e mi sono soffermata a leggere un post di Luca Sartoni riguardo una vicenda capitata ad una blogger italiana.


A grandi linee la vicenda è questa: la ragazza cena in un ristorante, non ne rimane molto soddisfatta (soprattutto per un commento poco garbato da parte di una cameriera) e scrive un post sul suo blog per raccontare l'accaduto e le sue proprie impressioni al riguardo.
La titolare del locale, venuta a conoscenza del post, decide di risponderle.
Bene, fin qui non ci sarebbe nulla di strano, se non che il commento lasciato non è neanche lontanamente un tentativo di scusarsi con la ragazza per l'accaduto. Anzi, viene persino "rimproverata" per aver preteso un buon servizio nonostante la serata fosse confusionale.
Hanno poi inizio una serie di commenti da parte di fedeli clienti del locale, accorsi per difendere a spada tratta la titolare.
Dulcis in fundo...compare il secondo titolare che minaccia di denunciare la ragazza se non cancella il post in questione.

Benvenga il monitoraggio della blogosfera anche da parte dei titolari di ristoranti, visto che solitamente la si immagina come attività esclusiva delle grandi aziende!
Ma i gestori in questione non hanno capito un bel nulla riguardo al modo in cui gestire un parere negativo, una semplice opinione personale.
Invece di limitarsi a lasciare un commento del tipo "gentile cliente, ci spiace...ritorni a cena da noi...e vedrà che...ecc.", si chiede invece che il post venga rimosso.
Una persona non può essere libera di scrivere sul suo blog personale il fatto di non essere soddisfatta di un prodotto o servizio?
Allora che funzione avrebbe monitorare? Solo quella di vedere come si parla bene di noi?
Una cose è certa, la peggior pubblicità al ristorante se la sono fatta proprio i titolari stessi!


postato da: BrandBlog alle ore 22:09 | link | commenti (7)
categorie: blog, consumatori, passaparola, monitoraggio
venerdì, 06 luglio 2007

Montgomery Burns ora è anche blogger


simpsonmovieA quanto leggo, il sig. Montgomery Burns è riuscito a prendere possesso della JetBlue Airways, dichiarando nel blog della compagnia:

Hi I'm Montgomery Burns,
Here's my newest attempt at robbing a man of his livelihood. I have temporarily taken over David Neeleman's Log as I believe I have more efficient ways to run this airline. I could crush him like an ant.

Naturalmente questa altro non è che una delle tantissime iniziative messe in atto per la promozione del film "The Simpson Movie", a cui ovviamente la JetBlue Airways contribuisce come "the Official Airline of Springfield", giocando soprattutto sul fatto che l'esatta collocazione geografica di questa città è da sempre un mistero.

Tuttosommato è stata un'idea simpatica quella di utilizzare in questo modo il proprio blog aziendale per promuovere il film, anche se ritengo che questo strumento dovrebbe essere usato per ben altro: instaurare una relazione con i propri consumatori e dialogare con loro.
Dunque, il corporate blog c'è, un'idea originale per avvicinarsi ai lettori (in questo caso soprattutto giovani) anche...ma poi manca la possibilità di lasciare commenti!
Man mano che leggevo la pagina pensavo ci sarebbero stati centinaia di commenti per il diabolico sig. Burns e invece nada!

(via Movie Marketing Madness)

postato da: BrandBlog alle ore 16:49 | link | commenti (7)
categorie: cinema, corporate blog
martedì, 03 luglio 2007

Google e il nuovo film di Moore


In un Corporate Blog, fino a che punto i blogger possono scrivere propri pareri e considerazioni personali?
E' quello che mi sono chiesta leggendo un post di Lauren Turner sul Google Health Advertising Blog, nel quale critica apertemente il nuovo film-denuncia di Michael Moore sul sistema sanitario statunitense, Sicko.
Nel suddetto post, oltre alla critica del film, l'autrice invita gli operatori sanitari ad utilizzare tutti gli strumenti di Google per rispondere alle accuse e difendere la propria reputazione.

Ovviamente le polemiche in merito sono state molte, dal momento che non era nemmeno ben chiaro se si trattasse solamente di considerazioni personali dell'autrice, oppure di un tentativo di vendere spazi pubblicitari da parte di Google.
A questo l'azienda ha risposto precisando di non aver preso alcuna posizione ufficiale riguardo il film di Moore, mentre l'autrice in un secondo post spiega che le sue erano solamente opinioni personali.

In un blog personale ogniuno è libero di scrivere apertamente i propri pareri e giudizi riguardo temi anche delicati. Ma in corporate blog ciò è ammissibile fino ad un certo punto, poichè per un lettore un post è scritto dall'azienda stessa e non dall'autore "X".
Scrivere sul blog aziendale vuol dire parlare anche a nome dell'azienda!
Esprimere opinioni personali su temi importanti come il sistema sanitario, da sempre oggetto di discussioni, per di più suggerendo l'acquisto di spazi pubblicitari dall'azienda che in quel momento si rappresenta...no, non è stata una proprio una scelta sensata!


postato da: BrandBlog alle ore 00:44 | link | commenti (5)
categorie: cinema, google, corporate blog